VETRO
Come attraverso uno specchio _schermo e muro_ tra l’osservatore e l’artista,
in linee e geometrie i lasciti e i lamenti della vita vissuta dentro un sogno.
Volti di donna assemblati, in fili rasi-rasi ricuciti, in boccheggiati dialoghi smarriti, e perse
tra l’attesa e lo sguardo teso verso una risposta.
Avvicinati piano, pianissimo. Guardami.
Lascia che chiuda gli occhi per ascoltare tutto quello che non mi hai detto mai. Fammi trattenere il respiro, in silenzio. Parlami.
I passi, una porta che si chiude. Riapro gli occhi nella stanza bianca. Sono sola, di nuovo.
Se ci avessero insegnato ad ingoiare vetro, probabilmente sarebbe stato tutto molto più facile. Invece. Ci dicono che siamo esigenti, dure, testarde, severe. Invece. Notiamo tutto e ricordiamo tutto, soffrendo. Specialiste nel collezionare gesti mancati, poniamo sempre troppe domande e pretendiamo parole che non possono arrivare. Siamo sorrisi, sentimento, colore, intensità. Siamo musica, forza, eleganza, tè bollente in un pomeriggio piovoso. Coraggio. Capelli sciolti e abbracci.
Se siamo lacrime, è solo la vita che ci cade dagli occhi.
BIOGRAFIA
Roberta Tedesco vive e lavora a Napoli. Amante del colore, si impegna attivamente nella sperimentazione di differenti forme artistiche.
Cartomante, cinefila, lettrice. Consumatrice di suole e di musica durante interminabili vagabondaggi in cerca di ispirazione per le vie del centro storico, ama dipingere rubando frammenti delle vite degli altri. Le piacerebbe credere nel destino, nelle coincidenze e nell'amore. Nel frattempo, parla da sola e spera di volare a New York in una giornata d'autunno, prima o poi.